MASCHERA DI CERA: NEW ALBUM’S DIARY – PART 1

di Mau Di Tollo

Premessa: di quello che sarà il nuovo album della Maschera di Cera posso dire poco nella sostanza, perché sarà un’autentica sorpresa. Ma questo diario vi racconterà cosa succede dietro le quinte del nostro nuovo lavoro.

I testi. Ci sono i testi da assemblare e terminare, prima di entrare in studio.

Io e Fabio, i due responsabili della faccenda, dobbiamo incontrarci e finire quest’incombenza. La responsabilità è tanta, dobbiamo completare un lavoro che deve mettere tutti d’accordo, soprattutto Alessandro che quei testi dovrà cantarli, interpretarli, farli vivere.

Bene. Fabio e io dobbiamo vederci e dedicare una giornata intera a questo lavoro. Abbiamo bisogno di tranquillità e concentrazione. Dove andare? Qual’è il posto giusto per lavorare in tranquillità? Fabio propone una genialata: Il Circolo Ricreativo Belvedere! Una BOCCIOFILA!!!! E così, tra colpi di bocce, bicchieri di marsala e birrette ghiacciate ci mettiamo di buzzo buono, armati di penna e computer, per realizzare la parte mancante di un disco nel quale crediamo molto e dal quale ci aspettiamo molto.

Non è stato un periodo semplice per la Maschera di Cera.

“Petali Di Fuoco” è stato un disco realizzato in mezzo a molte difficoltà, personali e di gruppo. Credo che momenti come quello che ci siamo lasciati alle spalle, prima o poi accadono a tutte le band. Il modo in cui le affronti possono determinare in maniera implacabile il futuro di un gruppo. Alcune band non hanno retto a certe situazioni e hanno mollato il colpo. Noi abbiamo stretto i denti e ci siamo fusi insieme ancora di più, forti di un rapporto che va oltre l’aspetto professionale. Ci si vuol bene. Non voglio descrivere una situazione idilliaca ma siamo amici, davvero amici. E siamo ancora qui, con la determinazione di sempre, a gestire un nuovo progetto, una nuova idea, un desiderio di passione da condividere ancora.

Ci sono bastate poche ore per terminare il lavoro sui testi. Sarà stata la birra, la giornata primaverile, la voglia di far bene, l’empatia tra due persone che si conoscono da anni ma è stato molto naturale e semplice. Siamo soddisfatti. Torniamo a casa e, a mezzo mail, invio i nuovi testi ad Alessandro, Agostino e Andrea. Dopo poco, abbiamo la loro benedizione.

Benissimo, si può entrare in studio. Io sarò il primo, come ormai è abitudine. Non vedo l’ora.

Ma di questo ve ne parlerò dopo…

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