MASCHERA DI CERA: NEW ALBUM’S DIARY – PART 4

Di Mau Di Tollo

Il volto e le mani.

Agostino Macor mentre lavora è uno spettacolo. Gli occhi spalancati, le sopracciglia aggrottate mentre le dita cercano, attraverso i controller delle sue tastiere, il suono giusto. E quando il suono giusto arriva, il viso da eterno ragazzo di Ago si rilassa.

L’approccio alla musica di Agostino è lo stesso approccio che ha verso la vita: inesauribile curiosità. Una curiosità che lo spinge a cercare muri sonori di ogni tipo, incastri timbrici coraggiosi, dinamiche diverse. I suoi progetti musicali sono molteplici e differenti, hanno come unico punto in comune quella porta sempre aperta per ciò che è musicalmente estemporaneo e sperimentale.

Per questo nuovo disco, il parco tastiere è impressionante: Moog, Mellotron, Synth polifonici e monofonici , arpeggiatori, Crumar, Fender Rhodes e tantissimi altri gingilli sonori, sciorinati sotto l’occhio attento ma nello stesso tempo preoccupato di Rox Villa.

Già, Rox. Non posso che parlarne bene, considerato il suo grande lavoro nel “L’Uomo Trasparente”, un progetto nel quale ha creduto da subito e nel quale ci ha messo ben oltre la sua professionalità. A quel disco ha voluto proprio bene. Con la Maschera di Cera il suo impegno è, come al solito, di grande qualità e quantità. Poi c’è un ulteriore punto a suo vantaggio: è curioso. Non gli basta sapere “cosa” registreremo ma soprattutto “perché”. Non si accontenta del suono, vuole approfondire “l’ambiente” del suono di cui abbiamo bisogno. Questo fa la differenza e ci sta rendendo la vita molto più facile in studio di registrazione.

Il volto e le mani.

Vedere interagire Ago e Rox è uno spettacolo. Anche senza audio, si potrebbe capire di cosa discutono semplicemente osservando le loro facce e le loro mani. Ma ciò che più conta è che, alla fine, il risultato è proprio quello desiderato, i giusti ingredienti per un disco di svolta. Lentamente, il progetto prende forma e già in questa fase interlocutoria ciò che i diffusori dell’Hilary Studio ci fanno ascoltare ci convince del fatto che siamo sulla strada giusta.

C’è sangue che bolle in queste tracce. Le scoprirete presto!

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