MASCHERA DI CERA: NEW ALBUM’S DIARY – PART 8

Di Mau Di Tollo

Oggi è un giorno speciale.

Come potete vedere, tutta la Maschera di Cera è riunita per uno dei momenti più delicati della realizzazione di un disco: l’ascolto collettivo. Una volta che la maggior parte delle tracce è stata registrata, editata, ripulita e sistemata nell’impianto sonoro, bisogna ascoltare con attenzione quello che finora è stato prodotto, per avere un’ idea chiara di quello che funziona e di quello che va sistemato, aggiunto oppure tolto. Nello stesso tempo, si ha l’occasione di ascoltare per la prima volta tutto l’album, dall’inizio alla fine e nella testa cominciano a farsi strada le possibili potenzialità di ciò che hai creato, ti accorgi di quali siano i punti forti e quelli un po’ traballanti. Per farla breve, è una specie di ecografia del nascituro e noi ci accostiamo a questo evento con la tensione tipica di chi sta per vedere su un monitor l’immagine del suo bambino. Per questo motivo (oltre che per aggiungere i suoi preziosi flauti), Andrea Monetti è arrivato da Bologna, portandosi dietro una curiosità immensa e una grande voglia di dare il suo apporto morale e il suo contributo artistico. Insieme a tutti noi c’è Laura Marsano, che ha reso splendido “L’ Uomo Trasparente” e che in quest’album ha contribuito con delle chitarre davvero determinanti. Rox ci chiede di fare silenzio. La macchina sta per partire.

Inizia l’ascolto. Siamo tutti visibilmente concentrati e, perché no, anche abbastanza tesi. Ma le nostre facce si rilassano presto. Quello che stiamo ascoltando ci piace parecchio. Come posso descrivervi quello che ci (tra)passa per le orecchie? La prima parola che mi viene in mente per descrivere quest’album è POTENZA, ma ci sono anche dei momenti “space” molto intensi, forse più che in ogni nostro altro disco. Mettiamola così: la forbice dinamica della band si è ulteriormente allargata e i complici sono da una parte le composizioni che seguono un percorso abbastanza “segnato” (bocca mia taci) e dall’altra il lavoro di Rox Villa e il suono prodotto dagli Hilary Studio.

Dopo l’ascolto, sappiamo cosa modificare, come sistemare alcuni fraseggi, cosa mettere in risalto. Ma, sopra ogni cosa,  sappiamo che questo sarà un ulteriore svolta importante della band. Ve lo dico di cuore: non perdete di vista questo disco, non perdete di vista la Maschera Di Cera. Nel frattempo, abbiamo cominciato a parlare di quello che sarà il tour, tanto per mettere le mani avanti. Io non vedo l’ora di salire sul palco con questo disco in tasca. Non vedo l’ora di venirvi a trovare insieme ai miei compagni mascherati. Qualcosa mi dice che stavolta fareste bene a seguirci un pochino di più:)

 
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